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	<title>PopGruppo Magazine</title>
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		<title>The JLF</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 07:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Il popgruppo, si sa, è anche scopritore di nuovi talenti tra cui anche questo The JLF, misterioso moniker dietro cui si cela, in realtà, un volto già noto per il popgruppo. Suonerà in occasione del pop6ore e quindi abbiamo pensato bene di intervistarlo. Da quanto tempo suoni la chitarra? E qual è la tua accoppiata chitarra/ampli preferita? Da quand&#8217;ero in seconda media, quindi cento anni. L&#8217;accoppiata è Rickenbacker (330 o 360) + Vox Ac30, suono secco e pungente ma bello carico, quello dei Beatles / Who / Kinks nel 1964 o dei Jam nei primi tre album. Quanto il tuo vero lavoro influisce con il tuo lavoro di musicista? Il lavoro è lavoro, suonare è un hobby, in realtà fare il lavoro che faccio (tradurre) è comodo perché lavorando a casa e potendomi gestire il tempo in autonomia non ho mai grossi problemi se c&#8217;è da andare in giro a suonare o a registrare. E poi &#8220;influisce&#8221; perché con il vero lavoro mi ci pago le bollette e il pane. So di gente infoiata con la saga di Twilight e che tu sei diventato famoso come traduttore appunto per questo (tant&#8217;è che ho invitato al festival dei fan di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il popgruppo, si sa, è anche scopritore di nuovi talenti tra cui anche questo The JLF, misterioso moniker dietro cui si cela, in realtà, un volto già noto per il popgruppo. Suonerà in occasione del pop6ore e quindi abbiamo pensato bene di intervistarlo.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/04/luca1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-156" title="The JLF" src="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/04/luca1-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Da quanto tempo suoni la chitarra? E qual è la tua accoppiata chitarra/ampli preferita?</strong></em></p>
<p>Da quand&#8217;ero in seconda media, quindi cento anni. L&#8217;accoppiata è <em>Rickenbacker</em> (<em>330</em> o <em>360</em>) + <em>Vox Ac30</em>, suono secco e pungente ma bello carico, quello dei <em>Beatles / Who / Kinks</em> nel 1964 o dei <em>Jam</em> nei primi tre album.</p>
<p><em><strong>Quanto il tuo vero lavoro influisce con il tuo lavoro di musicista?</strong></em></p>
<p>Il lavoro è lavoro, suonare è un hobby, in realtà fare il lavoro che faccio (tradurre) è comodo perché lavorando a casa e potendomi gestire il tempo in autonomia non ho mai grossi problemi se c&#8217;è da andare in giro a suonare o a registrare. E poi &#8220;influisce&#8221; perché con il vero lavoro mi ci pago le bollette e il pane.</p>
<p><em><strong>So di gente infoiata con la saga di Twilight e che tu sei diventato famoso come traduttore appunto per questo (tant&#8217;è che ho invitato al festival dei fan di twilight dicendogli &#8220;c&#8217;è il traduttore della saga di Twilight che suona&#8221;), come ha cambiato la tua vita questa saga?</strong></em></p>
<p>Mah, ho avuto il mio quarto d&#8217;ora di celebrità quando i fan club di <em>Twilight</em> impazzivano e mi invitavano alle convention, all&#8217;atto pratico mi è servito per aprirmi una stradina professionale in più (ormai sono quasi un esperto di traduzione di genere <em>&#8220;young adult&#8221;</em>, ma non faccio soltanto quello, anzi è all&#8217;incirca un terzo del mio cv, per il resto è narrativa o saggistica) ma non è che mi abbia davvero &#8220;cambiato la vita&#8221;, neanche economicamente: in Italia i traduttori non percepiscono praticamente mai royalties sul venduto, e le tariffe che ho strappato per <em>Twilight</em> e seguito, all&#8217;epoca in cui nessuno avrebbe previsto un successo così pazzesco, erano nella media, niente di esagerato.</p>
<p><em><strong>Nei tuoi riff di chitarra si sente una chiara passione per le vecchie cose di luca carboni. questo fatto ti ha aiutato o <a href="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/04/luca2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-157" title="luca2" src="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/04/luca2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>meno ad essere accettato nella comunità indie italiana? (Ricordo comunque un tizio che suonò al covo che si mise a cantare &#8220;vengo a vivere con te&#8221; da solo senza musica. Alla fine disse di essere commosso e un po&#8217; lo ero anche io)</strong></em></p>
<p>Mah, io più che per <em>Carboni</em> in generale ho un pallino per il disco dell&#8217;87, <em>&#8220;Luca Carboni&#8221;</em>, proprio quello di <em>&#8220;Vieni a vivere con me&#8221;</em>, che senza mezze misure ritengo un capolavoro. Della produzione prima e dopo conosco qualcosa ma non tutto, ci sono altri pezzi eccezionali ma niente che mi abbia conquistato così. In generale sono cresciuto con <em>Radio Italia Solomusicaitaliana</em> sempre accesa dalla mattina alla sera, l&#8217;imprinting è stato forte e mi piace andare a ripescare quelle atmosfere lì. Riguardo alla &#8220;comunità indie&#8221;, trovo che ogni tanto l&#8217;atteggiamento mio e degli <em>X-Mary</em> riguardo alla musica leggera italiana (che amiamo) venga frainteso e preso per ironia beffarda o presa in giro in nome del trash, ma non è così, se diciamo che un pezzo di <em>Carboni</em> o <em>Grignani</em> o <em>Radius</em> o <em>Marcella Bella</em> ci piace è perché ci piace, senza prese per il culo. Gli <em>883,</em> per esempio, non ci piacciono.</p>
<p><em><strong>Parlaci un po&#8217; del tuo passato musicale, oltre agli X-Mary, e degli ascolti musicali che ti ispirano maggiormente.</strong></em></p>
<p>Uhm, negli anni 90 io come tutti quelli che non volevano fare le cover avevo il mio gruppo indie-rock-cantato-in-italiano con i <em>Pavement</em> e i <em>Dinosaur Jr</em> come primi ispiratori. Ci chiamavamo <em>&#8220;Game of You&#8221;</em> come la saga del <em>Sandman</em> di <em>Neil Gaiman</em>, cantavo pure, se al Pop6ore dovessi decidere di canticchiare qualcosa, oltre a suonare, sarebbe la prima volta dal&#8230; boh, forse dal 1998. Poi ho suonato nei <em>Sasamida</em>, il segreto meglio custodito della <em>Lodi psichedelica</em> anni 90 (tanti concerti, zero registrazioni), nei <em>Playground</em> (garage) e nei <em>Satantango</em> (anche lì garage misto a hard blues e noise &#8217;90). Quanto agli ascolti, &#8220;ascolto un po&#8217; di tutto&#8221;, ho la mia età e negli anni le fisse sono state tante, ora come ora sono tornato a ingozzarmi di garage-pop sgangherato, i miei preferiti al momento sono <em>Ty Segall</em>, i <em>Sic Alps</em>, <em>Mikal Cronin</em>, <em>Black Lips</em> e il resto di quel filone americano canzonettaro e spensierato. Per il set del Pop6ore però pensavo di rifarmi ad altri grandi amori, tipo <em>Spacemen 3</em> o <em>Loop</em>, vediamo cosa ne dice la mia loopstation.</p>
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		<title>Reborto !!!</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 19:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Reborto! Reborto!! Reborto!!! &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Reborto!</p>
<p>Reborto!!</p>
<p>Reborto!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/g7pQTgYZ97Q" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>Brothers In Law</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 22:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[I Brothers In Law erano un duo, ora sono un trio che basa tutta l&#8217;estetica in un connubio tra post-punk e shoegaze, retrò ma non troppo. Suoneranno anche loro al Pop6ore e quindi leggiamone l&#8217;intervista. Cominciamo con chiedere il motivo del nome, che a me sembra un pò curioso. I nomi dei gruppi in cui suono e ho suonato sono sempre scaturiti da brainstorming basati sull&#8217;idiozia. Come avete scelto il vostro nome? Anche il nostro nome all&#8217;inizio è nato come uno scherzo, poichè io e Giacomo siamo &#8220;realmente cognati&#8221; in quanto le nostre ragazze sono sorelle. da li è nato il nome del gruppo appunto brothers in law che in inglese significa cognato. Non c&#8217;è stato quindi bisogno di un brainstorming ma semplicemente di un dato di fatto. Quello che mi ha colpito, l&#8217;unica volta che vi ho visto live dalla Cira, è il quasi abuso del riverbero. A quali modelli musicali vi rifate? Mi piace il termine &#8220;abuso&#8221;. In effetti c&#8217;è un po&#8217; di riverbero nelle nostre vite quotidiane. Soprattutto per le influenze musicali che abbiamo. Diciamo che la base musicale su cui scriviamo le melodie è il noise pop. Nel primo ep con un suono un po&#8217; piu&#8217; oscuro e fuzzoso, nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Brothers In Law erano un duo, ora sono un trio che basa tutta l&#8217;estetica in un connubio tra post-punk e shoegaze, retrò ma non troppo. Suoneranno anche loro al Pop6ore e quindi leggiamone l&#8217;intervista.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/04/bil.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-146" title="bil" src="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/04/bil-294x300.jpg" alt="" width="294" height="300" /></a>Cominciamo con chiedere il motivo del nome, che a me sembra un pò curioso. I nomi dei gruppi in cui suono e ho suonato sono sempre scaturiti da brainstorming basati sull&#8217;idiozia. Come avete scelto il vostro nome?</strong></em></p>
<p>Anche il nostro nome all&#8217;inizio è nato come uno scherzo, poichè io e Giacomo siamo &#8220;realmente cognati&#8221; in quanto le nostre ragazze sono sorelle. da li è nato il nome del gruppo appunto brothers in law che in inglese significa cognato. Non c&#8217;è stato quindi bisogno di un brainstorming ma semplicemente di un dato di fatto.</p>
<p><strong>Quello che mi ha colpito, l&#8217;unica volta che vi ho visto live dalla Cira, è il quasi abuso del riverbero. A quali modelli musicali vi rifate?</strong></p>
<p>Mi piace il termine &#8220;abuso&#8221;. In effetti c&#8217;è un po&#8217; di riverbero nelle nostre vite quotidiane. Soprattutto per le influenze musicali che abbiamo. Diciamo che la base musicale su cui scriviamo le melodie è il noise pop. Nel primo ep con un suono un po&#8217; piu&#8217; oscuro e fuzzoso, nel secondo con un suono piu&#8217; dolce e armonioso che riprende la maggior parte dei gruppi <em>c86</em>, noise di metà anni 80 ma anche wave (in molti ci han dato degli <em>Echo &amp; the Bunnymen</em>) e anche attuali quali <em>Crystal Stilts</em>, <em>Crocodiles</em> ecc&#8230; Ci piace quindi usare tanto riverbero :)</p>
<p><em><strong>In circa 20 anni della mia carriera da chitarrista ho sempre avuto difficoltà a trovare un batterista. Voi usare la batteria elettronica proprio per questo motivo? In alcuni gruppi che ho ascoltato, che si sono ritrovati senza batteria e hanno dovuto ricorrere all&#8217;uso della batteria elettronica, ho notato una eccessiva ripetitiva del loop ritmico senza, praticamente, nessun cambio ritmico, cosa che trovo fastidiosa. Voi abusate coi riverberi proprio per mascherare questa lacuna? :)</strong></em></p>
<p>Abbiamo giust&#8217;appunto ingaggiato con noi Andrea per ovviare a questo problema poichè in studio funziona molto bene il suono della drum machine che pero&#8217; si rivela un po&#8217; scadente quando dobbiamo reinterpretarlo dal vivo. Per questo sentivamo il bisogno di una batteria fisica e non elettronica per dare piu&#8217; ambiente alla nostra dimensione live. E devo dire che la differenza si sente. Abbiamo deciso cosi&#8217; di registrare il nostro secondo ep &#8220;Gray Days&#8221; con la batteria. Anche per dare un immaginario piu&#8217; vasto e nuovo oltre che per maturare un suono diverso.</p>
<p><em><strong>Rockit vi ha preso in simpatia ma sembra che viviate all&#8217;ombra dei Be Forest. ho visto che aprirete agli A Classic Education (con cui in passato ho avuto incomprensioni) e fra poco suonerete al pop6ore. come vivete questo successo? E quando suonare il pubblico è preso bene?</strong></em></p>
<div>E&#8217; comunque normale poichè i <em>Be Forest</em> sono usciti prima e hanno fatto uscire un album il che li ha fatto esporre di piu&#8217;. Penso comunque che anche se i <em>Be Forest</em> non fossero esistiti saremmo arrivati a fare quello che abbiamo fatto, ovvero un 7&#8243; con due etichette (<em>We Were Never Being Boring</em> / <em>Cf-Records</em>) di cui l&#8217;ultima appunto irlandese, che ci ha apprezzato in una data al Mattatoio di Carpi e ha deciso di produrci il vinile. Ora siamo in giro per promuovere l&#8217;ep e ad agosto torneremo in studio per registrare il nostro primo album. Diciamo quindi che siamo contenti di come le cose stanno andando :) Ci fa molto piacere suonare con gli <em>A Classic Education</em> poichè sono uno dei nostri gruppi preferiti italiani in questo momento (Strano che hai avuto incomprensioni, sono dei ragazzi cosi&#8217; bravi :) ) e faremo la nostra ultima data nel pesarese appunto nel pop6ore! Grazie per la parola successo! Ma per noi è solo un piacere suonare e girare per far sentire agli altri la nostra musica. Abbiamo ricevuto un buon feedback sia sul 7&#8243; (che è andato sold out con l&#8217;etichetta irlandese) sia nelle performance live! Speriamo quindi che continui tutto cosi&#8217;!</div>
<div></div>
<div><em><strong>Come vengono composti i pezzi? Suonate in sala prove e vedete cosa viene fuori, oppure qualcuno arriva con un&#8217;idea e sviluppate quella?</strong></em></div>
<div></div>
<div>Diciamo tutte e due le cose&#8230;di solito qualcuno arriva con qualche idea&#8230;ma spesso succede anche che in sala prove iniziamo a suonare tutti insieme e da li viene fuori qualcosa. Il bello è che cmq tutti e 3 abbiamo piu&#8217; o meno le stesse influenze quindi non siamo mai in contrasto con quello che tiriamo fuori e suoniamo.</div>
<div></div>
<div><em><strong>Com&#8217;è lavorare con la We Were Never Being Boring? L&#8217;anno scorso, durante il torneo di calcetto con le etichette, c&#8217;erano anche loro, io giocavo con To Lose La Track. Ci ho scambiato quattro chiacchiere, però alla fine abbiamo perso entrambi.</strong></em></div>
<div></div>
<div>
<div>E&#8217; molto bello&#8230;oltre ad essere dei bravi ragazzi fanno le cose per bene..senza di loro non saremmo riusciti a fare tutte queste cose tra cui il 7&#8243;..quindi possiamo solo ringraziarli! Non so quanto siano forti a calcetto pero&#8217; in fatto di musica ne sanno :)</div>
</div>
<div></div>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/eoewR3g-37c" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>La Tosse Grassa</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 16:17:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sempre alla ricerca di nuove forme musico-verbali, il popgruppo questa volta ha scoperto La Tosse Grassa, simbolo idolatrato dell&#8217;intellighenzia recanatese. Un Giacomo Leopardi post-litteram che ha portato il mash-up su un nuovo piano di esistenza fatto di parossismo sfrontato e situazionista. Suonerà al pop6ore per cui lo abbiamo intervistato. La prima domanda, che mi sorge spontanea più o meno in tutti i gruppi, è: perchè La Tosse Grassa? Intravidi in tv la pubblicità di uno sciroppo. Ad incarnare la tosse grassa, che tormentava il povero bisognoso di cure, c&#8217;era una mostruosa creatura verdognola. In quel momento decisi che da grande volevo essere quella cosa lì. Volevo essere io l&#8217;avatar de La Tosse Grassa. Ah, me la ricordo quella pubblicità. Avevi, quindi, delle grandi abizioni. Ma parliamo dei testi. Ricordo una tua performance con Ca.Pe.Al anni fa a Recanati, in quella serata in cui poi andammo tutti fuori dalla caserma della polizia. I testi sono rimasti sfrontati anche con La Tosse Grassa. Come mai? Nei Ca.Pe.Al. sono due teste a vaneggiare, ne La Tosse Grassa una sola, per cui mi dò sempre ragione, sono il mio fan numero uno e mi scrivo lunghissime lettere d&#8217;amore. I testi dei Ca.Pe.Al. passavano dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre alla ricerca di nuove forme musico-verbali, il popgruppo questa volta ha scoperto <a href="http://ilcultodellatossegrassa.blogspot.it/" target="_blank">La Tosse Grassa</a>, simbolo idolatrato dell&#8217;intellighenzia recanatese. Un Giacomo Leopardi post-litteram che ha portato il mash-up su un nuovo piano di esistenza fatto di parossismo sfrontato e situazionista. Suonerà al pop6ore per cui lo abbiamo intervistato.</p>
<p><em><strong>La prima domanda, che mi sorge spontanea più o meno in tutti i gruppi, è: perchè <a href="http://ilcultodellatossegrassa.blogspot.it/" target="_blank">La Tosse Grassa</a>?</strong></em></p>
<p>Intravidi in tv la pubblicità di uno sciroppo. Ad incarnare la tosse grassa, che tormentava il povero bisognoso di cure, c&#8217;era una mostruosa creatura verdognola. In quel momento decisi che da grande volevo essere quella cosa lì. Volevo essere io l&#8217;avatar de <a href="http://ilcultodellatossegrassa.blogspot.it/" target="_blank">La Tosse Grass</a>a.</p>
<p><a href="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/04/08.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-141" title="La Tosse Grassa" src="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/04/08-1024x494.jpg" alt="La Tosse Grassa" width="456" height="219" /></a></p>
<p><em><strong>Ah, me la ricordo quella pubblicità. Avevi, quindi, delle grandi abizioni. Ma parliamo dei testi. Ricordo una tua performance con Ca.Pe.Al anni fa a Recanati, in quella serata in cui poi andammo tutti fuori dalla caserma della polizia. I testi sono rimasti sfrontati anche con <a href="http://ilcultodellatossegrassa.blogspot.it/" target="_blank">La Tosse Grassa</a>. Come mai?</strong></em></p>
<p>Nei Ca.Pe.Al. sono due teste a vaneggiare, ne <a href="http://ilcultodellatossegrassa.blogspot.it/" target="_blank">La Tosse Grassa</a> una sola, per cui mi dò sempre ragione, sono il mio fan numero uno e mi scrivo lunghissime lettere d&#8217;amore. I testi dei Ca.Pe.Al. passavano dal dadaismo puro, alla goliardia più pecoreccia, passando attraverso attacchi diretti e precisi a figure dell&#8217;attualità. Questi attacchi ne <a href="http://ilcultodellatossegrassa.blogspot.it/" target="_blank">La Tosse Grassa</a> sono rimasti, ma il bersaglio è la società civile e le sue debolezze, non Barbara Bobulova davvero.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/04/07.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-142" title="La Tosse Grassa" src="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/04/07-221x300.jpg" alt="La Tosse Grassa" width="221" height="300" /></a>Nei tuoi testi parli di argomenti anche scottanti come i preti, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burzum" target="_blank">Burzum</a> e skinhead che bruciano le patate. Punti di vista più o meno condivisibili. Cosa ti spinge a non aver peli sulla lingua?</strong></em></p>
<p>In realtà trovo piacevole il ritrovarmi dei peli sulla lingua, souvenir di momenti piacevoli. Per quel che riguarda gli argomenti cerco di indagare sugli aspetti più bui della nostra civiltà. Aspetti non meno importanti di altri, anzi, che però sono ritenuti indicibili, inaffrontabili, fastidiosi. E lì sento il dovere di entrare in scena, ogni volta che vedo un tabù devo fiondarmici addosso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>C&#8217;è anche una ricerca musicale nella basi non indifferente. Tutte i tuoi brani sono omaggi a canzoni che sono rimaste nell&#8217;immaginario collettivo di tutti quanti.</strong></em></p>
<p>Sì, sia per pure divertimento che per costruire i miei brani ho usato solo ed esclusivamente campioni di musica altrui. Intendono essere dei trigger per le ignare anime degli ascoltatori che così si sentiranno irresistibilmente attratti a me. Ma sono anche un metodo per me per liberarmi definitivamente dei musicisti e degli strumenti musicali. Il mio sacro ego non dovrà scontrarsi con nessun chitarrista vanaglorioso e non dovrò più penare per creare un suono o una melodia che sia una pallida imitazione di quello che volevo veramente. Piglio direttamente l&#8217;originale.</p>
<p><em><strong>Quindi durante i live ti trasformi, col tuo travestimento, in uno show man. Lo fai per sentirti meglio con te stesso oppure solo per lo spettacolo?</strong></em></p>
<p>Come mi capita di spiegare a chi mi chiede se mi drogo prima di andare sul palco, oltre al fatto che bevo solo vino, ti dico che io sono quello lì. Il vero travestimento è quello che indosso quando devo comportarmi, pensare e parlare come una persona normale nel nome del quieto vivere e del buon vicinato. Quello che vedi sul palco è il mio animale liberato, con un costume che gli si addice. Certo che se fossi una bestia feroce nella vita di tutti i giorni e poi andassi sul palco composto e benvestito non credo che la cosa gioverebbe allo spettacolo, in effetti&#8230;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/orLt4gwxqJ8" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><em><strong>Progetti per il futuro? Ho visto che il tuo album è in streaming su <a href="http://www.rockit.it/latossegrassa/album/tg1/17131" target="_blank">rockit</a> dove, oramai, c&#8217;è in streaming anche mia nonna. L&#8217;essere su <a href="http://www.rockit.it/latossegrassa/album/tg1/17131" target="_blank">rockit</a> ti ha portato del successo inaspettato? E come promuovi di solito la tua musica?</strong></em></p>
<p><a href="http://www.rockit.it/latossegrassa/album/tg1/17131" target="_blank">Rockit</a> è l&#8217;impero del male, un luogo dove sguazzano giovincelli modaioli che prendono per oro colato ciò che il loro stato (rockit) gli propina. Quindi non potevo non essere su rockit, prima di tutto perché punto ad essere ovunque, e poi perché sono proprio quelli che più hanno bisogno di me, e più promuoveranno volenti o nolenti <a href="http://ilcultodellatossegrassa.blogspot.it/" target="_blank">La Tosse Grassa</a> in maniera virale, cioè secondo sua natura. E&#8217; così che normalmente viene promossa <a href="http://ilcultodellatossegrassa.blogspot.it/" target="_blank">La Tosse Grassa</a>, col contagio. Il futuro vede, non troppo distante nel tempo, l&#8217;ingresso in società di, naturalmente, &#8220;TG2&#8243;.</p>
<p><em><strong>Dai, finiamo l&#8217;intervista coi saluti. Vuoi salutare qualcuno?</strong></em></p>
<p>Non voglio salutare nessuno, mi state tutti sul cazzo.</p>
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		<title>Shelly Johnson Broke My Heart</title>
		<link>http://www.popgruppo.net/magazine/132/shelly-johnson-broke-my-heart/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 18:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.popgruppo.net/magazine/?p=132</guid>
		<description><![CDATA[Scaricando album a caso si scoprono gruppi interessanti, e se ne cestinano mille altri. Questa volta è capitato con gli Shelly Johnson Broke My Heart e quindi abbiamo deciso di farli suonare al pop6ore di quest&#8217;anno. Li abbiamo intervistati per l&#8217;occasione. Diversi gruppi citano come riferimento Twin Peaks: voi con Shelly Johnson, i Windom Earle di Pesaro o anche i partenopei L&#8217;Amo che hanno dedicato una canzone a Dale Cooper. Io personalmente non l&#8217;ho mai visto e, anzi, odio un po&#8217; Lynch. Cosa spinge dei musicisti a citare Twin Peaks? Dici che dovrei guardarmelo? Vediamo: per quanto riguarda il nostro nome ti posso dire che non l&#8217;abbiamo deciso in seguito ad una particolare passione per Twin Peaks o per Lynch, ci sembrava semplicemente che suonasse bene il &#8220;broke my heart&#8221; dopo un nome di ragazza, e siccome lei è la ragazza del quore con la Q, quella che si fa pestare dal ragazzo, quella che tira a campare in una caffetteria, la scelta è stata facile. Poi c&#8217;è da dire che la serie ha una gamma di personaggi così ben delineati e così particolare che non possono che far colpo sul post-adolescente medio e di conseguenza su chi come noi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scaricando album a caso si scoprono gruppi interessanti, e se ne cestinano mille altri. Questa volta è capitato con gli Shelly Johnson Broke My Heart e quindi abbiamo deciso di farli suonare al pop6ore di quest&#8217;anno. Li abbiamo intervistati per l&#8217;occasione.</p>
<p><em><strong>Diversi gruppi citano come riferimento Twin Peaks: voi con Shelly Johnson, i Windom Earle di Pesaro o anche i partenopei L&#8217;Amo che hanno dedicato una canzone a Dale Cooper. Io personalmente non l&#8217;ho mai visto e, anzi, odio un po&#8217; Lynch. Cosa spinge dei musicisti a citare Twin Peaks? Dici che dovrei guardarmelo?</strong></em></p>
<p>Vediamo: per quanto riguarda il nostro nome ti posso dire che non l&#8217;abbiamo deciso in seguito ad una particolare passione per Twin Peaks o per Lynch, ci sembrava semplicemente che suonasse bene il &#8220;broke my heart&#8221; dopo un nome di ragazza, e siccome lei è la ragazza del quore con la Q, quella che si fa pestare dal ragazzo, quella che tira a campare in una caffetteria, la scelta è stata facile. Poi c&#8217;è da dire che la serie ha una gamma di personaggi così ben delineati e così particolare che non possono che far colpo sul post-adolescente medio e di conseguenza su chi come noi, fa musica con gli amici. Comunque se peschi in giro nelle nostre canzoni, ci sono riferimenti continui a film, letteratura alta e bassa, altre canzoni&#8230;insomma ci piace citare quello che ci ha colpito e appassionato. E in definitiva te lo straconsiglio anche per un motivo &#8220;storico&#8221; diciamo: da lì è nato sotto vari punti di vista il modo di fare serial che trovi tuttora in prima serata sulla HBO e su Sky :)</p>
<p><em><strong>Hai scritto &#8220;fare musica con gli amici&#8221;. Quindi gli Shelly Johnson Broke My Earth nascono per suonare tra amici o è il frutto di una ricerca o di un progetto? Ascoltando i brani ci ho ritrovato alcune cose dei Launderette, dei Neutral Milk Hotel e qualcosina dei Pavement. Tutto questo chiaro retaggio degli anni novanta.</strong></em></p>
<p>In verità suoniamo insieme da un sacco di tempo, circa dal 2004. Avevamo un altro nome e un&#8217;altra formazione, il progetto Shelly Johnson Broke My Heart nasce dalla fine di quest&#8217;altra band che si chiamava UCS che eravamo circa sempre noi, ma dal 2009 in poi abbiamo cambiato tutto: dal nome, alla lingua (prima si cantava in italiano), ai suoni. Io e Davide ci conosciamo da ben prima del 2004 e Andrea lo abbiamo incontrato in seguito a un annuncio per formare gli UCS. Poi col tempo siamo diventati molto amici, ma ci tengo anche a dire che quando si suona, penso conti più quanto una persona sia stimolante a livello creativo, più che l&#8217;amicizia. Chiaro è che se ci fossimo stati antipatici non avremmo continuato e di conseguenza è una fortuna che esserci trovati umanamente. Ecco, non è una cosa essenziale, ma l&#8217;armonia interna lo è. Per quanto riguarda le influenze i Neultral Milk Hotel e i Pavement sono gruppi che adoriamo (i Laundrette non li conosco molto bene) ma qualsiasi cosa ci piaccia la fagocitiamo ed è facile sia risputata fuori. Dall&#8217;emo anni &#8217;90, al post-rock, alla musica italiana recente.</p>
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<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/9av1jDaxKcc" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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<p><em><strong>Suonate da tanto tempo ma io mica vi conoscevo. Un amico, di cui non faccio il nome, mi aveva allungato il link a mediafire da cui scaricare l&#8217;album aggiungendo &#8220;non dirgli che ti ho dato il link&#8221;. Se non fosse stato per questo io probabilmente non vi avrei mai conosciuto. Quanto influisce Internet sulla diffusione della vostra musica? E’ uscito un album vero o solo virtuale? (io sono comunque affezionato al cd o al vinile).</strong></em></p>
<p>Ma sai è un po&#8217; difficile da dire, di sicuro senza internet non ci seguirebbe neanche quell&#8217;esiguo numero di persone che ci segue, ma alla stesso tempo c&#8217;è talmente tanta roba in giro che è facile passare inosservati. E poi diciamocelo senza ipocrisie, se non si viene &#8220;spinti&#8221; da quel paio di webzine e/o riviste importanti, è difficile essere notati da un pubblico più vasto; per questo non mi stupisco tu non ci abbia mai sentito nominare fino a che GUCCIO non ti ha passato il nostro link (o Michele Montagano mmm) :) In ogni caso entrambi i nostri EP sono disponibili anche in versione digipack! I vinili li faremmo volentieri ma costano troppo.</p>
<p><em><strong>Non è stato Guccio :) Comunque, parlaci un po&#8217; della Stop Records in questo momento storico in cui sembra che ogni gruppo che esca abbia una propria etichetta (tralasciando le cosiddette major).</strong></em></p>
<p>Stop Records è tipo un petardo che ci è scoppiato tra le mani, siamo partiti davvero allo sbaraglio poco più di un anno fa e qualche mese dopo Girless &amp; the Orphan sono scoppiati pure loro; ora suonano in tutta Italia. E&#8217; stata una grande soddisfazione anche perchè non avevamo idea di come si facesse quel &#8220;mestiere&#8221;. Quello che conta sempre e comunque per noi è produrre bella musica, sia che siamo io Andrea e Davide come Shelly Johnson Broke My Heart sia come Stop Records. Alla fine mi è capitato spesso ascoltando diversi miei coetanei sconosciuti &#8220;che figata, peccato che non se lo incula nessuno&#8221;. Adesso magari possiamo dargli una mano ed è questo che volevamo. Per molti è un&#8217;esigenza a livello promozionale, si diventa etichetta per auto-promuoversi&#8230; per noi è un divertimento; così è nato, così prosegue&#8230;</p>
<p><strong><em>E giusto questo, sembra che oggi si sia arrivati al punto che produrre un disco è un po&#8217; come coltivarsi l&#8217;orto nel giardino invece che andare a comprare l&#8217;insalata alla Coop (io la vado a prendere nell&#8217;orto di mia madre). Il tutto è diventato più accessibile il che provoca anche un sacco di merda, per la gioia di Gianni, in cui è difficile districarsi. Come consiglieresti di agire per trovare buona musica oggi?</em></strong></p>
<p>Come tu vai nell&#8217;orto della mamma a prendere l&#8217;insalatina e dio solo sa quale altro tipo di erba, anche io vado a rifornirmi dagli stessi coltivatori per le mie verdurine preferite. Al di là di queste metafore botaniche, credo sempre che il vicendevole consigliare e &#8220;passaparolare&#8221; sia fondamentale per non incappare nella merda. In ogni caso mi fido di alcune che persone (amici, giornalisti specifici, locali in cui so che fanno roba tosta) che a loro volta si fidano di me per cui non scarico mai cose a caso. Poi non c&#8217;è una regola diciamo. Al contrario invito a diffidare delle band con dietro un grandissimo hype, ciò non vuol dire &#8220;non ascoltatele peccatori vittime impure del sensazionalismo&#8221; ma solamente ad essere sempre e comunque critici (che non vuol dire snob sia chiaro)&#8230; insomma per concludere non è sempre detto che se la gente si bagna è perchè fuori piove. E per concludere di nuovo io ho le mie idee poi ognuno faccia un po&#8217; come cazzo gli pare!</p>
<p><em><strong>Allora sentiamo, quali gruppi ti senti di consigliarmi. Dividendoli in due macrocategorie: i gruppi sfigati che si autoproducono, e gruppi &#8220;arrivati&#8221; con dietro una major.</strong></em></p>
<p>Benissimo adoro indicizzare: gruppi autoprodotti ma non sifgati dai diciamo: Raein (che per quanto famosi fanno sempre tutto da soli), Verily So, Lantern, Ratafiamm, Montezuma, Chesterpolio, Riviera, Cases, Soul Killa Beatz, Enrico Gardini e altri mille che in questo momento non mi ricordo. Poi di band grosse sono un hardcore fan di Cosmetic, Be Forest, Uochi Tochi, I Quartieri, Amycanbe, Camillas, Up There: The Clouds (che mi piace considerare arrivati, se non altro alla maturità artistica), Altro e vecchie glorie come Lo-Fi Sucks, e i vecchi Late Guest (at The Party). Poi anche altri ma non mi vengono in mente al volo adesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe style="position: relative; display: block; width: 300px; height: 410px;" src="http://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=2352967629/size=grande3/bgcol=FFFFFF/linkcol=4285BB/" frameborder="0" width="300" height="410"></iframe></p>
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		<title>I Versailles</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 14:17:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[pop6ore]]></category>
		<category><![CDATA[versailles]]></category>

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		<description><![CDATA[I Versailles sono un duo pesare composto da due dei personaggi più in voga della scena pesarese: Manu Magnici, già fautore di diversi progetti, e Damiano Simoncini già noto per altri gruppi che hanno, in qualche modo, lasciato un segno. Abbiamo raggiunto Damiano per fare una chiacchierata riguardo i Versailles appositamente per il pop6ore, eventi in cui suoneranno. Ecco l&#8217;intervista:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Versailles sono un duo pesare composto da due dei personaggi più in voga della scena pesarese: Manu Magnici, già fautore di diversi progetti, e Damiano Simoncini già noto per altri gruppi che hanno, in qualche modo, lasciato un segno. Abbiamo raggiunto Damiano per fare una chiacchierata riguardo i Versailles appositamente per il pop6ore, eventi in cui suoneranno. Ecco l&#8217;intervista:<br />
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		<title>lo sceriffo lobo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 09:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continuano le interviste ai musicisti e alle band che hanno partecipato ai nostri eventi, questa volta tocca a Lo Sceriffo Lobo. Musicista genovese che ha riscritto il concetto di one man band. Sentiamo cosa ha da dirci nell&#8217;intervista. Le tue canzoni sembrano canzoni composte solo dal ritornello, è una precisa scelta artistica o è più una cosa dettata dal caso? E&#8217; anche vero che delle canzoni in generale rimane in testa più che altro il ritornello, tu volevi sfruttare proprio questa caratteristica? Mi capita spesso di canticchiare la prima cosa che mi viene in mente mentre sto fancendo dell&#8217;altro. Una volta ho provato a costruire una base intorno ad uno di questo motivetti e, trovandolo divertente, ho poi ripetuto l&#8217;esperimento. Visto che di solito le canzoni mi vengono fuori da una singola e semplice idea, non ho mai sentito l&#8217;esigenza di dliuire i contenuti cercando di raggiungere una forma tradizionale. Nessuna propensione all&#8217;ermetismo: semplicemente, quello che scrivo mi sembra più che sufficiente. Parlaci dei tuoi live. suoni da solo per pigrizia o per necessità? Forse nessuno vuole suonare con te perchè hai delle pantofole del Genoa? In verità, in alcune occasioni ho suonato le mie canzoni con una live band di amici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano le interviste ai musicisti e alle band che hanno partecipato ai nostri eventi, questa volta tocca a Lo Sceriffo Lobo. Musicista genovese che ha riscritto il concetto di one man band. Sentiamo cosa ha da dirci nell&#8217;intervista.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/03/sceriffolobo2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-123" title="sceriffolobo2" src="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/03/sceriffolobo2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Le tue canzoni sembrano canzoni composte solo dal ritornello, è una precisa scelta artistica o è più una cosa dettata dal caso? E&#8217; anche vero che delle canzoni in generale rimane in testa più che altro il ritornello, tu volevi sfruttare proprio questa caratteristica?</strong></em></p>
<p>Mi capita spesso di canticchiare la prima cosa che mi viene in mente mentre sto fancendo dell&#8217;altro. Una volta ho provato a costruire una base intorno ad uno di questo motivetti e, trovandolo divertente, ho poi ripetuto l&#8217;esperimento. Visto che di solito le canzoni mi vengono fuori da una singola e semplice idea, non ho mai sentito l&#8217;esigenza di dliuire i contenuti cercando di raggiungere una forma tradizionale. Nessuna propensione all&#8217;ermetismo: semplicemente, quello che scrivo mi sembra più che sufficiente.</p>
<p><em><strong>Parlaci dei tuoi live. suoni da solo per pigrizia o per necessità? Forse nessuno vuole suonare con te perchè hai delle pantofole del Genoa</strong></em>?</p>
<p>In verità, in alcune occasioni ho suonato le mie canzoni con una live band di amici chiamata &#8220;i commilitoni del male&#8221;. Purtroppo è molto tempo che non suoniamo più insieme, un pò per la difficoltà ad organizzare le prove tra persone impegnate su altri fronti, un pò a causa della natura del progetto molto personale. Ora giro da solo con chitarra elettrica, synth e groovebox: le pantofole del genoa vengono utilizzate solo in fase di regsitrazione casalinga per la loro rinomata comodità e discutibile eleganza.</p>
<p><em><strong>E a proprosito del nome&#8230; sei un fan dello Sceriffo Lobo? Io non lo sopportavo&#8230;</strong></em></p>
<p>&#8220;Lo Sceriffo Lobo&#8221; è un nome che mi è rimasto impresso da una puntata dei <em>Simpson</em> in cui <em>Homer</em> si lamenta perchè rischia di perdersene una puntata. Mai visto il telefilm. Piuttosto, Homer ha un modo di cantare che mi ha molto influenzato e brani come <em>&#8220;Bimba a bordo&#8221;</em> o <em>&#8220;La mia mortadella ha un nome&#8221;</em> fanno sicuramente parte parte dei miei riferimenti musicali.</p>
<p><em><strong>Io ho sempre preferito barca paladina. Ma torniamo ai testi. Sono autobiografici? Pezzi come &#8220;Gioco ai videogames&#8221; o &#8220;Pezzoni&#8221; sono dei ritratti post-adolescenziali da trentenni di stralci della tua vita, quasi inni generazionali, o sono solo esempi di ciò che potrebbe essere?</strong></em></p>
<p>&#8220;Trentenni&#8221; mi fa impressione: quando vedo sullo schermo gente più giovane di me di qualche anno mi sembra notevolmente più adulta. Ma probabilmente sono io che sono un (quasi) trentenne <em>babbazzo</em>. I miei testi sono autobiografici e rappresentano un tentativo di raccontare gli affari miei in maniera leggera ma puntuale. E&#8217; che a me sembra più interessante dire nelle canzoni che non sopporto di avere i pantaloni umidi piuttosto che esprimere preoccupazione per le sorti del terzo mondo o tentare pretenziose quanto inutili elaborazioni poetiche.</p>
<p><em><strong>E&#8217; un punto di vista notevole, non ci avevo pensato. Quindi possiamo dire che sei contro i testi al limite del retorico del movimento posse degli anni 90?</strong></em></p>
<p>Argomentare in modo serioso ma superficiale (o retorico) può renderti credibile agli occhi di molta gente che non ha tempo o voglia di approfondire. Il problema è che se dici cazzate credibili poi rischi che qualcuno vada in giro con le mutande sopra i pantaloni. Io non vado mai in giro con le mutande sopra i pantaloni.</p>
<p><em><strong>Ma parliamo di Genova. Quando ero piccolo un mio vicino di casa era <a href="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/03/sceriffolobo1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-124" title="sceriffolobo1" src="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/03/sceriffolobo1-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>un bambinetto poco più grande di me che veniva qua a passare le estati. Lui ha sempre cercato di farmi diventare un metallaro e da lui sentivo raccontare aneddoti spassosissimi su Genova e sugli ultra del Genoa contro i Doriani, parlo degli anni in cui giocava Vierchowod. Ricordo anche imprecazioni in macchina per arrivare, con gli Altro e con gli Sprinzi, al Milk per suonare per via degli intrecci di strade. Ricordo anche gli agghiaccianti bagni ai piani superiori del Buridda. Parlaci un po&#8217; di come vivi tu la genova musicale.</strong></em></p>
<p>La Genova musicale per me significa principalmente <a href="http://www.disorderdrama.org/" target="_blank">disorderdrama</a>. Si tratta di un&#8217;associazione che da più di 10 anni opera in campo musicale a Genova e dintorni (principalmente nell&#8217;organizzazione di eventi ma anche in molti altri ambiti &#8220;vicini&#8221;) cercando di creare situazioni creative/culturali slegate il più possibile da logiche commerciali, sia per quanto riguarda i contenuti proposti che per il modo di operare.<br />
Io sono molto contento di poter dare il mio piccolo contributo alla causa dell&#8217;associazione (che è anche, in primo luogo, un gruppo di amici). Purtroppo con un lavoro a tempo pieno non sempre si riesce a fare tutto ciò che si vorrebbe.</p>
<p><em><strong>Quanta genova c&#8217;è nei tuoi testi? La canzone &#8220;Non mi piace andare al mare&#8221; è autobiografica? Anni fa, in uno dei miei viaggi in treno, mi trovai a parlare con un tizio di Trento il quale stava andando a Cattolica dove teneva la sua barca. Io gli dissi che abitavo al mare ma preferivo la montagna, lui l&#8217;inverso; al che mi disse &#8220;eh&#8230; è l&#8217;eterna insoddisfazione dell&#8217;uomo&#8221;.</strong></em></p>
<p>Il collegamento Genova-mare, per me che ci vivo, non è così scontato: per trovare un mare decente bisogna comunque andare un pò fuori dal centro, cosa che io cerco di evitare in quanto trovo lo stare al mare generalmente scomodo e noioso. Però ho dovuto ricredermi su un punto: passare la serata presso un ristorantino sulla spiaggia a sentire concerti cuoriosi con gente ben presa non è affatto male! Il mio ambiente ideale quotidiano però è quello urbano con gli autobus,i palazzi, i negozietti, i bar e la gente e genova, in questo senso, mi soddisfa assai. anche l&#8217;ambiente treno non mi dispiace ma difficilmente mi capita di scambiare due parole con qualcuno: nei miei lunghi viaggi tendo piuttosto a dedicarmi a quelle cose che magari in casa, per mancanza di tempo o per scarsa concentrazione, non riesco a fare a sufficienza, come leggere libri e fumetti o giocare con console portatili.</p>
<p><em><strong>Ma parliamo della tua musica. quando componi un pezzo lasci che il flow scorra da solo oppure segui qualche musicista come modello? Chessò, io provo ogni tanto a seguire Aphex Wwin ma non mi riesce granchè bene.</strong></em></p>
<p>Non credo di seguire consapevolmente le orme di qualcuno anche perchè non ne sarei in grado: può darsi che i miei ascolti più frequenti mi portino ad inserire certi elementi nei brani a scapito di altri. Però vedi: durante la produzione del nuovo disco che uscirà a breve ho ascoltato molto i <em>Japanther</em> e forse questo ha portato ad una maggiore presenza di chitarre elettriche rispetto al passato. Il problema è che i <em>Japanther</em> sono un duo basso-batteria: questo mi fa riflettere.</p>
<p><em><strong>Bene, parliamo ora del Pop6ore Festival a cui partecipato. A me piace un mondo partecipare all&#8217;organizzazione dell&#8217;evento, ma come si è trovato un artista come te a partecipare al Pop6ore?</strong></em></p>
<p>Location figa, bella giornata tiepida, organizzazione ordinata e serena, cibo buono. Ho apprezzato soprattutto il carattere &#8220;sorridente&#8221; di tutta la manifestazione: sorrideva la locandina, sorrideva il palco, sorridevano i drink. io, che sono timido, sorridevo fuori ma soprattutto dentro. Inoltre un plauso anche alla scaletta dei gruppi, variopinta a mille: un festival pop per mio gusto deve spaziare senza paura tra generi ed approcci anche totalmente diversi. Quindi colgo l&#8217;occasione per ringraziarvi ancora di tutto, davvero.</p>
<p>e ora, per concludere l&#8217;intervista, di ai nostri lettori dei riferimenti su dove reperire le tue canzoni. e se vuoi salutare qualcuno fallo pure.</p>
<p>sto cercando di usare il blog come raccoglitore di tutto: attualmente ha solo i post tradizionali e un piccolo player in fondo alla pagina che pesca direttamente dal mio soundcloud. a breve, quando saranno pronte le grafiche per il disco nuovo (uscita fine aprile per marsiglia records e under my bed recordings), inserirò altre pagine con immagini, video e altri simpatici contenuti. l&#8217;indirizzo è <a href="http://losceriffolobo.blogspot.it/" target="_blank">http://losceriffolobo.blogspot.it</a>. Visto che me lo proponi, vorrei salutare myspace, sito che ho abbandonato dopo anni di onesta convivenza perchè ormai era diventato un gran casino. Addio myspace.</p>
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		<title>Mary In June // June And The Well // Skipa djset</title>
		<link>http://www.popgruppo.net/magazine/120/mary-in-june-june-and-the-well-skipa-djset/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 13:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 23, alle ore 23! Zoe&#8217;, Pop Gruppo e Factory vi spaccano! June And The Well emo acustico bello come negli anni &#8217;90! da pesaro http://www.facebook.com/juneandthewell Mary In June la new sensation indie rock dritta dritta dalla capitale! http://www.facebook.com/pages/Mary-in-June/111254062218103 dj set di Skipa a far muovere il gluteo! Venivateci! Sì! non dimenticate di leggere l&#8217;interivsta ai Mary in June]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="mary in june" src="http://1.bp.blogspot.com/-7CL2WcGG3OQ/Tet2zk2ZxiI/AAAAAAAAAPI/_0LBn9aYnXU/s1600/cover.jpg" alt="" width="391" height="356" /></p>
<p>Venerdì 23, alle ore 23!<br />
Zoe&#8217;, Pop Gruppo e Factory vi spaccano!</p>
<p>June And The Well<br />
emo acustico bello come negli anni &#8217;90! da pesaro <a href="http://www.facebook.com/juneandthewell" rel="nofollow" target="_blank">http://www.facebook.com/<wbr>juneandthewell</wbr></a></p>
<p>Mary In June<br />
la new sensation indie rock dritta dritta dalla capitale!<br />
<a href="http://www.facebook.com/pages/Mary-in-June/111254062218103" rel="nofollow" target="_blank">http://www.facebook.com/<wbr>pages/Mary-in-June/<wbr>111254062218103</wbr></wbr></a></p>
<p>dj set di Skipa a far muovere il gluteo!</p>
<p>Venivateci! Sì!</p>
<p>non dimenticate di leggere <a href="http://www.popgruppo.net/magazine/115/mary-in-june/">l&#8217;interivsta ai Mary in June</a></p>
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		<title>Mary in June</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 20:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.popgruppo.net/magazine/?p=115</guid>
		<description><![CDATA[Il 23 marzo, al Factory Lab di Pesaro, suoneranno i Mary in June, promettente band romana all&#8217;interno della rassegna Zoe Lab. Il Pop-Gruppo, in quanto aiutatore per quella serata, ha pensato bene di intervistare i Mary in June. Ecco il risultato. Arrivo praticamente a digiuno su di voi, a parte essermi consumato gli mp3, ma quello che mi sono sempre chiesto è come avete scelto il nome. Mi ricorda un po&#8217; quei gruppi emo americani fine anni &#8217;90, ma musicalmente non siete molto affini. Allora il nome è una storia talmente breve che non vale neanche la pena ascoltarla. Anzi fa proprio pena. Non siamo così distanti dai gruppi emo anni &#8217;90, magari il 23 te ne accorgerai, ma al di là di questo il nome non ha una storia emozionante dietro, come magari molti immaginano. Mary non è nessuno, non la conosce nessuno e ci sta pure sulle palle. Conoscevamo una canzone dal titolo Mary in June, di una band americana, i Victory at Sea, e suonava molto bene. Tra i papabili c&#8217;era anche Gagarin, che a ripensarci bene era anche meglio, ma alla fine optammo per Mary In June. Ecco la fantastica storia della nascita del nome. Mi sono innamorato di voi col pezzo &#8220;Il Giardino Segreto&#8221; che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/03/maryinjune.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-116" title="maryinjune" src="http://www.popgruppo.net/magazine/wp-content/uploads/2012/03/maryinjune-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il 23 marzo, al <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100003023665901" target="_blank">Factory Lab</a> di Pesaro, suoneranno i <em><a href="https://www.facebook.com/pages/Mary-in-June/111254062218103" target="_blank">Mary in June</a></em>, promettente band romana all&#8217;interno della rassegna <a href="https://www.facebook.com/events/307692289291617/" target="_blank">Zoe Lab</a>. Il Pop-Gruppo, in quanto aiutatore per quella serata, ha pensato bene di intervistare i <em>Mary in June</em>. Ecco il risultato.</p>
<p><strong><em>Arrivo praticamente a digiuno su di voi, a parte essermi consumato gli mp3, ma quello che mi sono sempre chiesto è come avete scelto il nome. Mi ricorda un po&#8217; quei gruppi emo americani fine anni &#8217;90, ma musicalmente non siete molto affini.</em></strong></p>
<p>Allora il nome è una storia talmente breve che non vale neanche la pena ascoltarla. Anzi fa proprio pena. Non siamo così distanti dai gruppi <em>emo</em> anni &#8217;90, magari il 23 te ne accorgerai, ma al di là di questo il nome non ha una storia emozionante dietro, come magari molti immaginano. Mary non è nessuno, non la conosce nessuno e ci sta pure sulle palle. Conoscevamo una canzone dal titolo <em>Mary in June</em>, di una band americana, i <em>Victory at Sea</em>, e suonava molto bene. Tra i papabili c&#8217;era anche <em>Gagarin</em>, che a ripensarci bene era anche meglio, ma alla fine optammo per <em>Mary In June</em>. Ecco la fantastica storia della nascita del nome.</p>
<p><strong><em>Mi sono innamorato di voi col pezzo &#8220;Il Giardino Segreto&#8221; che, a quanto ho capito, parla di un disadattato che preferisce farsi gli affari propri esternando un sentimento di insofferenza. Mi è tornato in mente il personaggio morettiano del film &#8220;La Messa è Finita&#8221;. Questo qua <a href="http://www.youtube.com/watch?v=x-yoA6RjcIc" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=x-yoA6RjcIc</a> Cosa volete comunicare con le vostre canzoni?</em></strong></p>
<p>La storia del disadattato te l&#8217;ha riferita <em>Aron</em>?</p>
<p><strong><em>No (chi è Aron?)</em></strong></p>
<p>È quindi una tua interpretazione? Mi fa piacere. Anche <em>Aron</em>, il tastierista, ha pensato fosse la storia di un disadattato. È bello che<br />
ognuno ci veda una storia diversa, non mi piace raccontare la mia versione anche perchè magari può essere più brutta di quella degli altri. Diciamo che poi, tra l&#8217;altro, questa è la canzone che sfiora un po&#8217; l&#8217;<em>emo</em> che è in noi. Cerchiamo o almeno proviamo a comunicare l&#8217;insofferenza di questi giorni: viviamo un momento davvero buio da tutti i punti di vista, soprattutto sociale e lavorativo. Il tema principale che viene percepito di più da molti è quello dell&#8217;ambiente. Si, c&#8217;è una tematica forte, legata all&#8217;ambiente. Il titolo dell’album <em>“Ferirsi”</em>, tra l&#8217;altro, è stato scelto per descrivere quell&#8217;autolesionismo che fa parte del nostro modo di vivere. La natura è la vera vittima dell&#8217;uomo, potrebbe essere un potenziale, e noi quel potenziale lo stiamo molto velocemente esaurendo, quindi direi che questo è un modo per ferirsi. Uno dei tanti, naturalmente. Di ferita in ferita non so dove arriveremo, eppure basterebbe così poco. Ovviamente poi, in questo sfruttamento della natura vivono molti personaggi disadattati.</p>
<p><strong><em>Quindi quando scrivete una canzone partite subito cercando di esprimere questi temi sulla natura? O prima vi siete messi a suonare insieme per vedere cosa veniva fuori? (suono anche io, e di solito opto per la seconda opzione).</em></strong></p>
<p>Diciamo che ci siamo messi a suonare per vedere cosa ne veniva fuori, ma il sound che cercavamo ce l&#8217;avevamo già in mente. Siamo comunque in cerca di nuove sonorità, nel prossimo disco qualcosa cambierà.</p>
<p><strong><em>Io mi ritengo abbastanza informato musicalmente ma non mi vengono altri gruppi per paragonavi, evitando di citare nomi beceri. (A parte un gruppo della fine degli anni &#8217;90 di Forlì, si chiamavano Zic Power ma non ho avuto più notizie). Quando suonate chi prendete come esempio o come chi vorreste essere? A me tipo piacerebbe essere Tom Morello&#8230; no&#8230; ma che Tom Morello&#8230; sceglierei più J Mascis o Lou Barlow.</em></strong></p>
<p>Mah, a me <em>Geoff Farina</em>, oppure <em>Giorgio Gaber</em>.</p>
<p><strong><em>Geoff Farina oramai si è invecchiato, non ha più lo sprint che aveva all&#8217;inizio.</em></strong></p>
<p>Sì, ma infatti il <em>Geoff</em> dei <em>Karate</em> di 10 anni fa.</p>
<p><strong><em>Li avevo visti dal vivo un paio di volte tipo nel 2001, erano fighissimi all&#8217;epoca.</em></strong></p>
<p>Ho pianto quando ho saputo che si sarebbero sciolti&#8230;</p>
<p><strong><em>Ecco&#8230; allora vedi che sei emo :)</em></strong></p>
<p>Ecco bravo, torna tutto. Li ho visti due/tre volte. L&#8217;ultima a <em>Villa Ada</em> a Roma, era l&#8217;ultimo concerto dei <em>Karate</em> in Italia, uno degli ultimi nel mondo credo, e si notava un distacco totale tra di loro. Peccato. Comunque, come dicevi, nelle nostre canzoni c&#8217;è del <em>post-rock/emo</em> e una parte cantautorale.</p>
<p><strong><em>Il bassista l&#8217;ho rivisto circa 3 anni fa, suonava con Chris Brokaw, e ancora aveva lo stesso cappello di 10 anni prima.</em></strong></p>
<p>Io rividi anche <em>Geoff</em> molto triste con la chitarra classica a la <em>Palma</em>, sempre a Roma.</p>
<p><strong><em>Il pubblico come reagisce mentre suonate? è preso bene o chiacchiera col vicino?</em></strong></p>
<p>La maggior parte delle volte è presa bene, si pogò anche a Perugia. Qui a Roma son saliti sul palco per cantare <em>“In Fondo al Mare”</em>.  Diciamo che spesso c&#8217;è partecipazione da parte del pubblico.</p>
<p><strong><em>Piuttosto&#8230; la scelta dell&#8217;italiano è una vostra scelta oppure una tendenza (emo) del momento? È che mi sembra che ultimamente ci sia questo ritorno al cantato in italiano (con cose fighissime tra l&#8217;altro, tipo i Fine Before You Came o I Quartieri o i veri precursuri: i Dummo)</em></strong></p>
<p>Ho sempre scritto in italiano.</p>
<p><em><strong>Ultima domanda: com&#8217;è la scena a Roma? Ultimamente sono uscite cose interessanti, per primi I Quartieri che hanno suonato qua da noi l&#8217;anno scorso. o anche tutto il lavoro della 42 Records. Ho dei buoni ricordi musicali legati a Roma: a fare il buffone sul palco coi Flaming Lips, il negozio di dischi di Robertò e l&#8217;ultima data dei Miles Apart. Come ci si sente a essere un musicista romano? </strong></em></p>
<p>Si, la scena romana è molto viva in questo momento, a parte <em>i Cani</em>, appunto ci sono <em>I Quartieri</em>, oppure i <em>Bud Spencer Blues Explosion</em>, gli <em>Eva Mon Amour</em>, i <em>Kamchatka</em>, uno dei nostri gruppi amici molto validi secondo me. Il bello sta nella varietà di generi: si va dal <em>garage</em> al cantautorato passando per il <em>grunge</em>, arrivando poi al <em>post-rock/emo</em>. E’ bello far parte di una realtà così varia e stimolante.</p>
<p><em><strong>Bene dai, chiudiamo l&#8217;intervista. Vuoi salutare qualcuno?</strong></em></p>
<p><em>Geoff</em> e i gruppi <em>emo</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <a href="http://maryinjune.bandcamp.com/" target="_blank">Mary in June su bandcamp</a>.</p>
<p>I <a href="https://www.facebook.com/pages/Mary-in-June/111254062218103" target="_blank">Mary in June su facebook</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lo Stato Sociale</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 18:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla Cira in collaborazione con Plastic Music Dispenser presenta IL CIRCOPLASTICO #16 &#8230;fratelli D&#8217;ITALIA !!! Mercoledì 7 Marzo 2012 dalle ore 22:30 si esibiranno come i Kraftwerk LO STATO SOCIALE : dance in parlamento da BOLOGNA Dj MIRKOPRATIK : la musica dell&#8217;abbaglio da NOVILARA INGRESSO GRATUITO::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: DALLA CIRA : VIALE TRIESTE 244 PESARO info : 328 8722548 http://www.lostatosociale.it/ http://www.garrinchadischi.it/shop-item/lo-stato-sociale-turisti-della-democrazia/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Cira in collaborazione con <a href="http://www.plasticweb.it/" target="_blank">Plastic Music Dispenser</a> presenta</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/343745845669974/">IL CIRCOPLASTICO #16 &#8230;fratelli D&#8217;ITALIA !!!</a></p>
<p>Mercoledì 7 Marzo 2012 dalle ore 22:30 si esibiranno come i Kraftwerk</p>
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